Articoli

DOCUMENTO DI SOLIDARIETÀ CON I PASTORI SARDI Seduta straordinaria del Consiglio comunale di Lula

DOCUMENTO DI SOLIDARIETÀ CON I PASTORI SARDI Seduta straordinaria del Consiglio comunale di Lula

DOCUMENTO DI SOLIDARIETÀ CON I PASTORI SARDI

Seduta straordinaria del Consiglio comunale di Lula - Mercoledì 13.02.19 - ore 10:30 - zona "Sologo"

 

Oggi siamo riuniti in seduta straordinaria lontano dalla Casa comunale.

Siamo qui, nel Sologo, luogo-emblema di altre lotte storiche Lulesi, per esprimere la nostra solidarietà e quella della comunità che rappresentiamo, ai pastori di Lula e dell'intera Sardegna.

Siamo qui per dire che siamo con loro nella lotta che in questi giorni li vede protagonisti nel rivendicare il sacrosanto diritto alla dignità del lavoro, alla dignità di lavoratori sfruttati e vittime di un sistema che strangola ogni possibilità di decorosa sopravvivenza e di crescita umana, economica e sociale.

Non stiamo a rimarcare le motivazioni che li spinge a portare avanti la loro vertenza. Ci piace, invece, esprimere soddisfazione perché la protesta dei pastori sardi non è rimasta circoscritta alla loro categoria, ma, dilagando nei social, è diventata addirittura virale in pochissimi giorni. Ciò significa che sono tantissime le persone, di diversa età e appartenenza, a condividere le motivazioni della loro lotta.

Ci chiediamo cosa Antonio Gramsci avrebbe detto oggi, osservando tutto questo; osservando la mobilitazione di due mondi distinti, quello reale e quello virtuale che, come poche altre volte, sono in viaggio parallelo, eppure simbiotico, a sostenersi ed esaltarsi a vicenda. Due mondi in cui, il "Noi pastori" di anni lontani sembra voler diventare un grido di rivolta ed esprimersi concretamente con l'apporto di idee, ma anche con la condivisione di motivazioni e obiettivi da parte di studenti, intellettuali e altri lavoratori.

Perché è come se, sfruttando i nostri pastori, mettendo in sofferenza le loro aziende, si stiano sfruttando tutti i lavoratori e facendo fallire la grande azienda Sardegna di cui tutti noi siamo parte. E come se, con il riscatto del mondo agro-pastorale, dovesse arrivare anche il riscatto di tutta l'economia sarda.

Pensiamo che Gramsci avrebbe risposto alla nostra domanda di prima con le seguenti parole:

“Noi non aspettiamo nulla da altri che da noi stessi: la nostra coscienza di uomini liberi ci impone un dovere, e la nostra forza organizzativa lo attua. Solo ciò che è opera, conquista nostra, ha valore per noi". Che poi è ciò che i pastori Lulesi e sardi stanno facendo in questi giorni con la rinnovata presa di coscienza.

Dunque esprimiamo convinti la nostra soddisfazione per il "risveglio" sociale causato dai pastori che sono davvero la spina dorsale della nostra economia. E ribadiamo ancora, più che mai convinti, di voler sostenere la loro lotta.

Siamo infatti certi che i pastori possano ottenere il loro riscatto, possano riappropriarsi della loro dignità solo attraverso la vittoria in questa vertenza e che tale vittoria renderà più marcata l'esigenza di maggiore autonomia di poteri come strumento per governare la crescita delle comunità sarde.

Noi siamo e saremo al loro fianco per tutta la durata della rivolta che dovrà però continuare a restare nei termini di una lotta civile e non violenta e li invitiamo ad andare avanti essendo consapevoli che occorre anche vigilare, tutti insieme, per conseguire risultati di rispetto, dignità, coesione e libertà.

W la lotta dei pastori sardi!

Condividi: