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CULTURA E TURISMO

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Miniere e Archeologia Industriale a Lula

L'attività estrattiva a Lula ha origini antichissime. Secondo alcuni storici risalirebbe all'epoca nuragica e quasi certamente al periodo romano.
I segni oggi visibili sono quelli dell'industria mineraria sviluppatasi dalla seconda metà del 1800 fino ai nostri giorni, con varie interruzioni. Essi sono notevoli soprattutto nelle vecchie miniere di galena argentifera e di blenda a Sos Enathos (a Sud-Ovest dell'abitato) e a Gosurra-S'Arghentarìa (a Nord-Est), oggi una delle otto aree del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna patrocinato dall'UNESCO.
A Sos Enathos, cessata definitivamente la coltivazione nel 1996, è continuata l'attività di manutenzione e messa in sicurezza degli impianti. Aperta al pubblico con visite guidate, è possibile visitare alcuni chilometri di galleria, la laveria e i macchinari con le attrezzature.
A Gosurra e a S'Arghentarìa si conservano molte strutture risalenti all'Ottocento, alcune diroccate e altre quasi integre: resti del villaggio minerario, vasche e condotte d'acqua, torri per la fuoriuscita dei fumi prodotti dalle macchine a vapore. L'antica laveria (Su Barraccone) è priva del tetto, ma i suoi muri perimetrali sono ancora integri e solidi. Al suo interno, in ricordo delle centinaia di donne che vi hanno lavorato, nel 2006 il pittore Diego Asproni ha realizzato alcuni affreschi.

Lula

Oltre allo sfruttamento delle risorse minerarie, anche la produzione del carbone vegetale e della calce hanno costituito importanti attività economiche fino a non molto tempo fa. I lulesi (luvulesos) divennero maestri nell'arte della carbonizzazione della legna, appresa dagli operai toscani che per decenni, nel corso dell'Ottocento, la esercitarono sugli impervi costoni del Monte Albo. Il carbone prodotto a Lula era famoso in tutto il circondario e particolarmente pregiato e richiesto era quello ottenuto dai ciocchi dell'erica scoparia (castennagliu), indispensabile nelle fucine dei fabbri.
Nel passato, i lulesi venivano soprannominati sos carchinaglios, ossia produttori di carchina, la calce viva, ottenuta con la cottura della pietra calcare in apposite fornaci, decine delle quali tuttora visibili. Lungo la strada provinciale Lula-Sant'Anna di Lodè è possibile visitarne diverse.

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